lunedì 24 settembre 2012

Con un poco di zucchero...28

...la pillola va giù!
Devo posticipare di un giorno la mia rubrica settimanale, perchè ieri sono stata in gita e quindi non ho avuto il tempo per scrivere.
Questa volta non vi citerò un brano da un libro, ma una risposta ad una intervista.
L'ho letta proprio ieri, fresca fresca, e mi sembrava bella da condividere.
L'intervistato è l'attore protagonista dell'ultimo film di Matteo Garrone, REALITY, non l'ho ancora visto, ma da ieri è nella lista "Da vedere".
C'è un piccolo particolare: questo attore è un detenuto, per davvero, o meglio in REALTA'.
Ha potuto recitare, perchè usufruisce dell'art. 21 che permette ai carcerati di lavorare anche fuori dal carcere, avrebbe dovuto essere anche al posto di Toni Servillo in Gomorra (stesso regista), ma all'epoca non aveva il permesso in questione.
Passo subito al dunque, dicendoMI che quando un consiglio arriva da chi ha visto l'inferno e il purgatorio è di sicuro da seguire.

- Numero 28 -
 (...) Penso ai giovani del Meridione, ai ragazzi di Napoli, di Palermo e vorrei dare loro un consiglio.
QUALE?
La scuola è importante perchè la cultura ti rende libero, ti apre la mente. E poi avvicinarsi all'arte. In qualunque forma. teatro, pittura, qualsiasi cosa.
Anche fare bene il panettiere è una forma d'arte.(...)

Tratto da IL VENERDÌ di Repubblica, intervista a ANIELLO ARENA di F. Lamberti Zanardi.

Forse banale, ovvio, ma non riesco a pensare che se uno privato della libertà ha l'urgenza di dire proprio  questo, allora la conoscenza è davvero importante. Non bisogna dar retta a chi dice ai giovani (e in questi tempi duri si sente spesso) cosa studi a fare, tanto non trovi lavoro, magari non trovo il lavoro che vorrei, ma sicuramente coltivo la mia personalità, divento una persona migliore: CI VOGLIO CREDERE, soprattutto per i miei figli! Oh

10 commenti:

  1. Come è vero. Eppure c'è chi dice che con la cultura non si mangia e questo non aiuta di certo.
    Sto cercando anch'io di far capire ai miei figli che, indipendentemente dal lavoro che faranno, studiare sia la cosa migliore per loro, per la loro vita, per un'apertura mentale maggiore.

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    1. Bisogna resistere,anche contro chi dice che non è così, soprattutto per chi ha figli questo è molto importante, il futuro è loro. :)

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  2. Studiare é importante per se stessi e per potersi rapportare agli altri. Ovviamente anche per il mondo del lavoro. Ma soprattutto per se stessi. Fa crescere.

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    1. Sai cosa penso?
      Che siccome la cultura (e con cultura intendo tutto ciò che si impara anche dal fare le cose) o lo studio non sono "immediati" nel loro servizio, non se ne percepiscono subito i loro servigi, allora si tende a svalorizzarli. Ma come le cose più preziose salteranno fuori nel momento opportuno. E' lì che ci accorgiamo di quanto ci sono serviti per diventare migliori. :)

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  3. Che bella sollecitazione :D!
    Qualche volta mi pento di aver studiato (e di studiare ancora) tanto: poi guardo i miei figli e penso che non potrei volere meno per loro, perché voglio che siano liberi di pensare da soli e solo una buona cultura può garantirlo loro.
    Un abbraccio!

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    1. "Liberi di pensare da soli"
      sintesi perfetta! :)

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  4. La cultura è irrinunciabile, e secondo il mio modesto parere, non è mai sufficiente.
    Bisogna tendere sempre a migliorare, no?

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  5. D'accordo, anche perchè penso che ognuno abbia ampi spazi di miglioramento, uno onniscente io ancora non l'ho conosciuto. :)

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